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La Direttiva “Case Green” (EPBD) impone che, entro il 2030, gli immobili residenziali raggiungano almeno la classe energetica E, per poi salire alla classe D entro il 2033. Adeguarsi ai nuovi standard energetici è ormai una necessità, non solo per rispettare le normative, ma anche per evitare di perdere valore sul mercato immobiliare. Conoscere le nuove regole e sfruttare gli incentivi disponibili può fare la differenza per chi vuole investire nel proprio immobile in modo intelligente e sostenibile.
Nel 2025 il panorama della certificazione energetica cambia radicalmente, con nuove normative che impatteranno il mercato immobiliare. Ecco tutto quello che c’è da sapere su obblighi, interventi e incentivi fiscali.
L’Unione Europea ha stabilito obiettivi ambiziosi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. La Direttiva “Case Green” (EPBD) impone che, entro il 2030, gli immobili residenziali raggiungano almeno la classe energetica E, per poi salire alla classe D entro il 2033.
Per allinearsi a questi standard, l’Italia ha rivisto il sistema di classificazione energetica, semplificandolo con una scala che va dalla A (massima efficienza) alla G (edifici con le peggiori prestazioni). Gli immobili pubblici e non residenziali sono soggetti a regole ancora più stringenti, con scadenze anticipate e obbligo di adeguamento.
Per migliorare la classe energetica di un immobile sono necessari interventi mirati. Tra i più richiesti nel 2025 ci sono:
Per chi investe nella riqualificazione energetica, la Legge di Bilancio 2025 ha confermato diverse agevolazioni:
Il Superbonus, seppur ridimensionato, offre ancora fino al 70% di detrazione per specifici interventi. Inoltre, sono disponibili fondi europei per la transizione ecologica, con contributi a fondo perduto per la riqualificazione degli edifici. Tuttavia, le risorse sono limitate e chi arriva tardi rischia di rimanere escluso.
L’Attestato di Prestazione Energetica (APE) è obbligatorio per vendere o affittare un immobile. Un tecnico abilitato deve effettuare un sopralluogo per valutare isolamento, infissi, impianti e fonti di energia rinnovabile.
L’APE viene poi registrato nel Catasto Energetico Regionale. In alcune regioni, come la Lombardia, l’inserimento nei registri ufficiali è obbligatorio, e ogni modifica significativa dell’edificio richiede un aggiornamento della certificazione.
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